La nostra Chiesa

 

La Chiesa dedicata a S. Francesco è stata voluta dalla popolazione di Gallarate agli inizi del 1900 e consacrata dal Beato Cardinal Andrea Carlo Ferrari nel 1911.

La sua larghezza è di circa sedici metri, la lunghezza interna di circa quarantadue metri; le otto colonne ottagonali che dividono le tre navate, hanno un diametro di sessanta centimetri e quelle cilindriche che si alternano alle ottagonali hanno un diametro di quarantacinque centimetri.

Tutte le vele delle volte sono in mattone a vista e sono forse tra le ultime impiegate in queste costruzioni prima dell’avvento delle nuove tecniche e dei nuovi stili.

La decorazione pittorica, sobria e pulita, segue motivi che sottolineano l’architettura.

Gli elementi figurativi sono pochi. Al vertice degli archi acuti della navata, appaiono gli stemmi delle casate e degli ordini religiosi che hanno sovvenzionato i lavori.

Le vetrate delle navate laterali rappresentano figure di Santi e sono dipinte nei modi che l’arte classica usava alla fine ‘800 inizio ‘900.

Di uno stile diverso e più vicino al nostro tempo, sono le vetrate sovrastanti il Coro monastico e la facciata. Sono infatti state fatte eseguire dalla Comunità monastica durante i restauri negli anni 1970-80 dopo che la Chiesa di San Francesco è divenuta Chiesa monastica.

In fondo alla navata di sinistra, si trova la cappella dedicata alla Sacra Famiglia alla cui base, in un sarcofago in pietra, riposano le spoglie del Card. Efrem Forni, di origini gallaratesi, che ha voluto essere sepolto in questa Chiesa.

In fondo alla navata di destra invece, la cappella è dedicata a San Paolo, e più precisamente alla sua predicazione nell’areopago.

Circa a metà della navata di destra, si trova il simulacro in legno della Madonna di Fatima con ai piedi i tre pastorelli, opera di uno scultore della Val Gardena.

Nel 1991, si è provveduto a sistemare l’altare secondo le norme conciliari. Si è quindi spostata in avanti sul presbiterio la mensa e collocato il nuovo Tabernacolo su una colonna in marmo. Particolarità è che il Tabernacolo ha l’apertura dai due lati. Uno dalla parte verso il popolo, in cui viene depositata la sacra Pisside, l’altra dal lato interno e che permette alla Comunità monastica di vedere l’Ostia attraverso un cristallo quando vengono aperte le porticine. La chiamiamo “esposizione interna”.Viene fatta particolarmente nei mesi estivi, quando lo scarso afflusso di fedeli non permette un adeguato numero di adoratori in Chiesa esterna con l’esposizione solenne.

Il Tabernacolo interrompe la grata in ferro battuto, anch’essa rifatta nel 1991, che separa la Chiesa esterna dal Coro monastico dove la Comunità si riunisce per il canto dell’Ufficio e per la Santa Messa.

La Comunità monastica riunita in Coro                         per la recita dell'Ufficio divino

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Chiesa di San Francesco - Gallarate

Interno della Chiesa

 

             

     Statua lignea della Madonna di Fatima

             

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   Tabernacolo e grata visti dal Coro Monastico

 

Tabernacolo interno aperto

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