La nostra spiritualità                                         

 Come viviamo la nostra vocazione

nella Chiesa

Al centro del nostro particolare carisma di Benedettine-adoratrici, sta la sorgente, sempre antica e sempre nuova dell’Eucaristia alle cui acque vive ci si può sempre dissetare quale dono di Dio che a Lui unifica.

Scriveva infatti la nostra Madre Fondatrice: “Dio vi ha scelte per essere le depositarie, le custodi del Suo Figlio nella divina Eucaristia. È questo il primo obbligo dell’Istituto: rendere a Gesù presente nella divina Eucaristia, tutto l’amore, il rispetto e l’adorazione che è possibile”.

I caratteri dominanti della nostra spiritualità si possono ridurre a tre:

Un cristocentrismo autentico fondato sull’Eucaristia vista nel suo aspetto pasquale. Insegna infatti la Madre: “Voi siete morte e la vostra vita è nascosta in Cristo Gesù, con il passaggio dalla morte alla vita nuova di Gesù Cristo”. Per lei, l’adorazione perpetua non è soltanto un omaggio alla Presenza Eucaristica, bensì un rinnovamento universale di tutta la nostra vita e di tutte le nostre azioni; perciò la chiama anche “adorazione attuale” intesa come la pratica, il mezzo e il segno di quella vita pasquale che è il frutto dell’Eucaristia. In tal modo, ella unisce vitalmente adorazione e riparazione. La “riparazione” infatti, è indirizzata a Cristo nell’Eucaristia, ed è sempre da lei presentata come una partecipazione al Mistero della Redenzione nel nostro umile posto di creature redente. Dice la Madre “Che cosa compie infatti Gesù continuamente nell’Ostia? Due azioni: la prima è uno sguardo attuale a Dio, Suo Padre, la seconda è la salvezza degli uomini. Questi sono i motivi della nostra vocazione: la Gloria di Dio e lo zelo per la conversione dei profanatori di questo Sacro Mistero”.

Una seconda caratteristica dell’insegnamento di Madre Mectilde, è costituita dal suo attaccamento alla vita e alla Regola di San Benedetto. Incardinata nella vita benedettina che è essenzialmente vita liturgica, l’adorazione trova la sua espressione più bella nell’Opus Dei (così viene chiamato l’Ufficio Divino), considerato come preparazione e prolungamento del Sacrificio Eucaristico.

Infatti la Madre ha trovato nella Santa Regola il terreno adatto per accogliere e sviluppare il carisma che lo Spirito andava ispirandole. Lei ne aveva un’altissima stima tanto da dire in una conferenza alle sue figlie: “Quale onore per voi, sorelle mie, essere figlie di un così grande patriarca. Non siatelo soltanto di nome e con l’abito, ma imitandolo… Meditate la vostra santa Regola, e credete che anche la più piccola cosa che vi ordina è la volontà di Dio, da essa prescritta fin nei minimi particolari… sappiate che sarà proprio sulla Regola che sarete esaminate nel giorno del giudizio”.

Terza caratteristica fondamentale della nostra spiritualità è l’affidamento alla SS. Vergine. Se infatti grande era la fede di Madre Mectilde in Dio Padre, non minore era la riconoscenza verso Maria Santissima alla quale attribuiva la creazione dell’Istituto. Diceva sovente alle figlie: “La mia gioia e la mia consolazione è che la SS. Madre di Dio si prenda cura dell’Istituto e che ne sia la Madre”. Investì pertanto del titolo di Abbadessa la Madonna non riservando a sé e alle future superiore dell’Istituto che il titolo di Priora. Questo fino ai nostri giorni.

Madre Mectilde suggerisce alle figlie impegnate nella personale ricerca di unificazione interiore a Cristo: “Offrite a Dio l’amore ardente che ha reso il cuore di Maria una fornace incandescente, offrite il suo sguardo fisso in Dio dal quale non si è mai distolto”.

Il messaggio di Madre Mectilde de Bar è anche per i cristiani di oggi, alto e sereno, virile nella sua forza, sicuro nella dottrina. La Madre vive nei monasteri che ne hanno ereditato lo spirito, ma è un punto di riferimento a tutti coloro che vogliono una guida sicura in quel cammino che realizza la nostra vocazione cristiana.

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